Gli interventi (Workpackages)
Frana di Cadegliano-Viconago (Wp 3),
monitoraggio e scenari di rischio

Il Wp3 riguarda gli interventi riferiti alla frana di Cadegliano-Viconago. Il progetto prevede la valutazione dei possibili scenari di crollo ed il suo monitoraggio.
Gli studi geologici effettuati hanno evidenziato diversi scenari ipotetici di movimentazione del corpo frana, tra cui quello catastrofico, con volumi compresi tra qualche decina di mc (debris flow a frequenza al massimo decennale) a 2.500.000 mc (intera massa movimentata). In funzione dei volumi ipotizzati si può prevedere dall’interruzione della viabilità della SP61 (anche per anni) ai danni di allagamento per i comuni limitrofi, fino a completo sbarramento del fiume Tresa, che coinvolgerebbe il campo pozzi di captazione ad uso idropotabile del CAIM (Consorzio Approvvigionamento Idrico del Malcantone) in località Gerre sul lato svizzero. A seguito della tracimazione e della conseguente ondata di piena, potrebbero essere coinvolti anche la sottostante diga di Creva e la città di Luino in territorio italiano, con ingenti danni alle persone e alle cose. 

Il Wp3 riguarda gli interventi riferiti alla frana di Cadegliano-Viconago. Il progetto prevede la valutazione dei possibili scenari di crollo ed il suo monitoraggio. 

Gli studi geologici effettuati hanno evidenziato diversi scenari ipotetici di movimentazione del corpo frana, tra cui quello catastrofico, con volumi compresi tra qualche decina di mc (debris flow a frequenza al massimo decennale) a 2.500.000 mc (intera massa movimentata). In funzione dei volumi ipotizzati si può prevedere dall’interruzione della viabilità della SP61 (anche per anni) ai danni di allagamento per i comuni limitrofi, fino a completo sbarramento del fiume Tresa, che coinvolgerebbe il campo pozzi di captazione ad uso idropotabile del CAIM (Consorzio Approvvigionamento Idrico del Malcantone) in località Gerre sul lato svizzero. A seguito della tracimazione e della conseguente ondata di piena, potrebbero essere coinvolti anche la sottostante diga di Creva e la città di Luino in territorio italiano, con ingenti danni alle persone e alle cose. 

Il Wp3 è strettamente connesso ai Wp 4 e 5 perché, al fine di ridurre la probabilità di movimentazione del corpo frana, si prevede la stabilizzazione del greto del fiume Tresa nel tratto prospiciente alla frana tramite la realizzazione di 2 rampe in blocchi dinamiche (soglie di fondo) che ripristino il livello della quota dell’alveo.

Il progetto ha perciò l’obiettivo della riduzione del rischio di movimento della frana e la definizione di un protocollo transfrontaliero da adottare in caso di crisi. Grazie al monitoraggio sarà quindi possibile anticipare le condizioni di rischio e la gestione del traffico della Strada Provinciale SP61.

La ex Strada Provinciale SP61 e gli eventi del 2002

La ex SP61, ora NSA 599 (Nuova Strada Anas) costeggia il fiume Tresa ed è collocata sul versante idrografico sinistro, ha una importante funzione perché è l’unica via di collegamento sul versante italiano tra Ponte Tresa e Luino, è inoltre la principale via d’accesso al comune di Cremenaga, altrimenti raggiungibile solo dal versante svizzero o per mezzo di viabilità minore. 

La strada, in corrispondenza della progressiva chilometrica 13+500 circa, nel comune di Cadegliano-Viconago, a partire dall’ottobre del 2000 è stata ripetutamente interessata da frane che hanno comportato diverse interruzioni del traffico con disagi e pesanti ricadute socio economiche, culminati con gli eventi di piena del 2002. Le prolungate precipitazioni del novembre 2002 e le portate eccezionali registrate in quel periodo (ca. 260 mc/s il 27 novembre 2002) sono state all’origine delle forti erosioni lungo le sponde che hanno provocato il cedimento di diversi muri di alcuni tratti di strada provinciale (SP61) sul versante italiano, mentre sul versante svizzero sono stati erosi diversi argini e sono state inondate varie zone, delle quali alcune edificate.

Dopo questi eventi la ex SP61 è rimasta bloccata per 5 anni consecutivi e la viabilità è stata deviata su altri percorsi in territorio svizzero, con un pesante disagio per i residenti e per i lavoratori transfrontalieri.

Oltre ad interventi d’emergenza per garantire la sicurezza delle zone più a rischio, il versante montano della frana di Cadegliano-Viconago, a monte della ex SP61 è stato oggetto di studi ed indagini che hanno portato ad una serie di interventi per migliorarne la stabilità. Nel 2007 è stata riaperta la circolazione della strada, successivamente con un secondo lotto di interventi è stata aumentata ulteriormente la stabilità del versante ed è stato installato un sistema di monitoraggio che prevede, in situazioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli, la sospensione preventiva della circolazione.

Di conseguenza, dal punto di vista geologico-geotecnico, gli scopi del progetto sono la riduzione del rischio di accadimento di movimento della frana e sono strettamente connessi con gli interventi idraulici.

Planimetria interventi eseguiti dopo la piena del 2002